Perosi CD6
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Altre composizioni. O composte, o riviste o allestite nei materiali ricordano il fratello scomparso. Alla luce di ciò è in ipotizzabile che esclusivamente il familiare mestiere del comporre abbia consentito il sorgere delle composizioni.  In esse è presente il dolore, lo struggimento e l’angoscia dell’uomo, impotente dinnanzi alla morte, toccato nell’intimo, sconvolto nell’equilibrio esistenziale. Aspetti, questi, drammatici se catapultati su un essere fragile e provato da traumi nervosi.  Di conseguenza una lettura critica dei quartetti e dei quintetti non può avvenire in chiave esclusivamente critico-musicale.


Nel quartetto n.11 aleggia una calma crepuscolare scolpita dalla tonalità di sol minore, per i due primi movimenti. Soltanto nel terzo tempo si ha un impennata provocata da ritmi esagitati, da folate in imitazione, da sovrapposizioni ritmiche e da accesi contrasti dinamici ed agonici. Ed è questo ultimo tempo, rispetto ai precedenti, ad esporre una condotta orizzontale dei percorsi. Con il quartetto n.12 riaffiora il piacere dionisiaco del discorrere con virtuosismo. Fra i quattro archi si scatena una contesa distinta da dialoghi, imitazioni, contrappunti, una esplorazione armonica ardita, una ricerca di inusitati climi sonori.


La Piccola Sonata per violino e pianoforte risale al 1900 ed esprime la prima esperienza compositiva del Maestro nel genere. Articolata in tre movimenti evidenzia lo stile concertante dipanantesi con varietà di movenze ritmiche, naturalezze armoniche e ricchezza di dialoghi. Il primo tempo segue la forma classica bitematica tripartita (esposizione dei temi contrastanti, sviluppo e ripresa), il secondo espone un espressiva melodia ed il terzo assume i contorni di un tema con variazioni concluso con un travolgente fugato. L’esecuzione è avvenuta nello stesso anno di composizione nel Seminario francese di Roma il giorno dell’Immacolata concezione.


Al viaggio a Londra compiuto nel 1932 risale il poemetto per violoncello “Le cinque ore di Londra”, almeno a livello di concepimento, non fosse altro per il tema del Carillon di Westminster che appare ostinatamente in tutti e cinque gli episodi. Dedicato a Luigi Silva, membro del “Quartetto di Roma” testimone della nascita di tanti quartetti, offre nell’autografo conclusivamente la frase “Tristezza infinita per la morte del Fratello Cardinale Carlo”.  La citazione del carillon, quasi leit-motiv ostinato, inserito in un contesto suggestivamente descrittivo, si congiunge con l’altra blasonata inserzione presente nella Missa seconda in honorem Beati Caroli del 1938 e dedicata al cardinale Idelphonso Schuster. Il breve Pezzo in do minore, quadretto di celestiale grazia, composto in data imprecisata, si ricollega al brano citato.

Discography - CD 6

Dal Quartetto n.11 , sbocciato il 31 Marzo 1930, appare la dicitura “Tristezza infinita per la morte del Fratello Cardinale”, riferentesi al fratello Carlo scomparso il 22 Febbraio dello stesso anno. La dipartita scosse Perosi e fu quella che, ultima, ferì la sua natura ipersensibile.


Nel 1908 era morto il padre Giuseppe e a lui avrebbe innalzato il monumento dei primi dieci quartetti circa venti anni dopo, nel 1922 si spegne la madre Carolina Bernardi e, nello stesso anno nascono i Salmi di David, a lei dedicati e concepiti secondo un progetto amplissimo (se annoverano undici destinati a soprano, coro ed orchestra); nel 1930 con la dipartita del fratello Carlo Cardinale sono segnati i quartetti dal n.11 al n.16 ed i quattro quintetti per archi e pianoforte.

 Piccola Sonata per Violino e Pianoforte - Parte 3

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